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Tornare al paese dopo la separazione: il viaggio lungo delle feste

Tornare al paese dopo la separazione può restare una gioia per tuo figlio. Come organizzare per tempo i viaggi delle feste, tenere vicino il genitore che resta a casa e non contare i giorni.

Di The dip team · 23 agosto 2026

Tornare al paese è uno dei riti più amati dell’infanzia in Italia: la macchina carica prima dell’alba, il viaggio lungo, i nonni che aspettano davanti al cancello. Dopo una separazione, quello stesso viaggio può sembrare delicato, perché il paese di solito appartiene a un solo ramo della famiglia. Tuo figlio non deve perdere la strada di casa. Con un po’ di organizzazione anticipata e un po’ di generosità in entrambe le case, il ritorno al paese può restare quello che è sempre stato: un viaggio verso persone che gli vogliono bene.

Perché questo viaggio ha bisogno di più attenzione

Un viaggio al paese non è un passaggio come gli altri. Può voler dire cinque giorni lontano da casa o più, centinaia di chilometri tra tuo figlio e la sua altra casa, nella settimana più emotiva dell’anno. E a differenza di una vacanza scelta sulla cartina, è intrecciata con la famiglia di un genitore, con il paese di un genitore, con le tradizioni di un genitore. Il genitore che resta può sentirsi lontanissimo. Il genitore che parte può sentirsi osservato, come se portare il bambino a casa fosse in qualche modo prendersi troppo. Nessuno dei due è irragionevole. Questo viaggio porta semplicemente più emozione di una settimana normale, quindi merita più organizzazione e più gentilezza.

Organizza per tempo il viaggio, e mettetelo per iscritto

I viaggi delle feste tendono ad andare storti quando si decidono tardi, in uno scambio di messaggi di corsa a metà dicembre o nella settimana prima di Ferragosto. Decidete invece con mesi di anticipo, mentre siete tutti tranquilli. Molte famiglie alternano le feste grandi di anno in anno, oppure dividono il periodo festivo in modo che ciascuna casa abbia un tempo che conta davvero. La cosa più importante è che stiate guardando lo stesso piano e le stesse date. Un calendario condiviso aiuta, e un accordo scritto aiuta ancora di più. Il generatore gratuito di Accordo genitoriale temporaneo è un modo delicato per mettere per iscritto gli accordi sulle feste, e la nostra guida al calendario delle feste racconta gli schemi più comuni. Se adesso mettervi d’accordo sembra impossibile, un mediatore familiare può aiutarvi a trovare un ritmo che vada bene a entrambe le case.

Vale la pena definire per tempo alcune cose:

  • Per quali feste tuo figlio viaggia quest’anno, e con quale genitore.
  • Date di viaggio realistiche, contando i giorni in macchina come parte del viaggio.
  • Come si riequilibra il tempo più avanti nell’anno, a grandi linee e non all’ora.
  • Quando e come tuo figlio chiamerà il genitore che resta a casa.

Tieni vicino il genitore che resta

Per il genitore che resta a casa, la settimana di festa può essere silenziosa in un modo che fa male. Per il bambino, una settimana è lunghissima a cinque anni e un soffio a quindici. Un ritmo semplice di telefonate aiuta entrambi. Una chiamata breve ogni sera o ogni due, a un orario che la casa al paese riesce a gestire senza sorprese, vale molto più di lunghe telefonate improvvisate. Se sei il genitore che viaggia, il tuo compito è rendere quelle chiamate facili e normali: passa il telefono, allontanati un attimo, lascia che tuo figlio faccia vedere i cugini e la tavola della nonna. Se sei il genitore che resta a casa, tieni le chiamate leggere. Tuo figlio deve riattaccare sentendosi amato, non preoccupato per te. Trovi altre idee nel nostro articolo sulla co-genitorialità a distanza, perché la settimana di festa è un piccolo assaggio di quella stessa situazione.

Radici, non punteggi

I viaggi lunghi mettono tutti in tentazione di contare. Cinque giorni là iniziano a voler dire cinque giorni da restituire, e presto il calendario diventa una contabilità. Prova a resistere. Tornare al paese non è davvero una questione di giorni. È il legame di tuo figlio con i nonni, con il dialetto che si parla solo lì, con la busta che i nonni gli mettono in mano alle feste e con il profumo di una cucina precisa. Quelle cose stanno da una parte sola della famiglia, e tuo figlio ha diritto a tutte, esattamente come ha diritto a tutto quello che tiene l’altra parte. Punta a un equilibrio nell’arco dell’anno, più che alla simmetria dentro la settimana. Un genitore che riesce a dire «vai, goditi il paese, il nostro tempo lento ce lo prendiamo dopo» fa a suo figlio un regalo vero, e quella generosità ha il modo di tornare indietro.

La strada del ritorno può restare dolce

Tra molti anni, tuo figlio ricorderà i viaggi, non le trattative dietro ai viaggi. Ricorderà chi aspettava al cancello, chi chiamava ogni sera e se gli adulti intorno a lui erano tranquilli. Due case possono portare insieme le stesse radici. Organizzate per tempo, parlate con calore, lasciate che i giorni siano giorni e non punti, e la strada verso il paese resta quello che deve essere: lunga, familiare e piena di persone che vogliono bene a tuo figlio a tutti e due i capi.

Un’email tranquilla, ogni due settimane.

Una nota breve, scelta per il momento dell’anno. Niente marketing.